A tu per tu con… Piran e Pisan

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L’intervista ai numeri 19 e 3 neroverdi

Leonardo Piran e Paolo Pisan, rispettivamente centrocampista e difensore entrambi classe 2003, da questa stagione vestono la maglia neroverde della Castellanzese.

PRIMA DI CASTELLANZA
Sia Leonardo Piran che Paolo Pisan compiono la trafila prevalentemente nel settore giovanile della Pro Patria (per Piran anche un anno nel Varese e per Pisan due in Atalanta); per entrambi il 2021/22 ha significato salto nel “calcio dei grandi” con la Castellanzese in Serie D.

LA STAGIONE 2021/22
“In Castellanzese ho trovato un buonissimo ambiente con compagni che mi hanno subito accolto bene – esordisce così Piran – Quando quest’estate è arrivata la chiamata del Direttore non ho esitato un attimo e ho subito accettato. Non siamo partiti con il piede giusto, ma sicuramente dal 2022 la mentalità di tutta la squadra è cambiata; abbiamo colmato delle lacune e ora continuiamo a lottare per raggiungere il nostro obiettivo”. Stessa lunghezza d’onda anche per Pisan: “Sono stato fin da subito contento di aver scelto la Castellanzese. Il Direttore mi ha convinto subito e, nonostante avessi altre alternative sono davvero soddisfatto della scelta fatta. Nella prima parte di stagione tutti sapevamo di non dare veramente il 100% alla squadra e alla società, ora i risultati stanno arrivando proprio perché ci siamo fatti tutti un esame di coscienza”. La Castellanzese arriva da tre pareggi consecutivi e giovedì sfiderà una diretta rivale come la Real Calepina. Per Piran la gara è più che fondamentale: “Ci giochiamo tutto; dobbiamo lottare tutti insieme per sfatare il mito che contro le piccole facciamo fatica”. Pisan sottolinea: “Con il lavoro che stiamo facendo in queste settimane in allenamento e con le giuste motivazioni, possiamo toglierci qualche soddisfazione”.

LA PRIMA ESPERIENZA FRA I GRANDI
Sia per Piran che per Pisan quella di questa stagione è la prima esperienza con una prima squadra. Ma cosa cambia da una Primavera? ” Sicuramente ritmo e intensità – spiega Piran – poi la professionalità in allenamento e in partita e ci prendiamo più cura di noi stessi sia in campo che fuori. Giocare con giocatori nettamente più esperti? Un onore e una soddisfazione personale. Molti di questi li abbiamo anche in squadra e possono insegnarti tanto; da loro cerco sempre di prendere il più possibile e poi di trasferirlo in campo”. Parere analogo quello di Pisan che però evidenzia: “Passare da un settore giovanile a una prima squadra è proprio un altro mondo, sembra quasi un altro sport; c’è un’attenzione maggiore sia per la persona che per l’allenamento. L’infortunio? La squadra mi ha supportato e aiutato nel periodo di recupero; grazie alla società ho potuto recuperare in tempi brevi. Per quanto riguarda i giocatori esperti posso dire che è fondamentale per noi imparare e confrontarci con loro”.