Trasferta che vai: Chieri

11

La storia di Piero De Paoli, l’uomo a cui è intitolato lo Stadio di Chieri

Dopo più di un mese alternato tra stop e sole gare interne, la Castellanzese torna a disputare un match in trasferta. L’ultima volta era stata in piemonte, a Gozzano, e sarà lo stesso per gli ultimi novanta minuti del 2020 lontani dal Provasi, con i neroverdi di scena allo Stadio Piero De Paoli di Chieri, nel torinese. Un impianto capace di ospitare fino a 3.000 tifosi sui propri spalti che per ora rimarranno ancora orfani del proprio pubblico per l’emergenza COVID. Non mancheranno affatto passione e storia di questo impianto che si legano ad una delle personalità più influenti dell’attività sportiva chierese, Piero De Paoli.

Piero De Paoli nasce a Chieri nel 1926 con le due ruote nel sangue. Il primo spezzone della sua vita è votato proprio al ciclismo, associa appassionati, scopre talenti, intrattiene rapporti con i grandi di quello sport. Fino al 1969, anno delle svolta verso il pallone. Lui, mai ciclista e mai calciatore, ma dotato di uno straordinario spirito di aggregazione, non può che accettare l’offerta dell’amico Carlo Fantini che lo vuole factotum del Calcio Chieri.

Muove così i primi passi allo Stadio Comunale Buozzi, ex stadio dei torinesi, di cui Piero De Paoli stesso si prendeva cura. Un attitudine innata e maniacale verso il terreno di gioco, come precisa era la cura che offriva ai ragazzi del vivaio chierese. 

Dopo una vita trascorsa al fianco della causa chierese, Piero De Paoli è mancato il 14 aprile del 1995 con la Serie C appena sfiorata dal suo Chieri. Che di lì a poco avrebbe traslocato nella sua nuova casa. A chi intitolarlo, se non a lui?

Fonte: B. BONFATTI, Storie di stadi: Piero De Paoli, un monumento al Chieri e alla chieresità, Sprint & Sport, 24 novembre 2020