Dalla Serie D alla Nazionale Italiana
C’è un filo conduttore invisibile ma fortissimo che lega i campi della Serie D ai palcoscenici sfavillanti della Nazionale maggiore.
Un viaggio fatto di sudore, gavetta, fame e un talento irrefrenabile. Una favola a tinte azzurre che ha trovato il suo manifesto perfetto nella notte magica di Bursa, dove Michael Olabode Kayode ha bagnato il suo esordio assoluto con la maglia dell’Italia firmando il gol del momentaneo 3-0 contro la Turchia di Mister Vincenzo Montella.
Chi osserva oggi la straripante facilità di corsa, l’esplosività atletica e la personalità con cui il classe 2004 domina la fascia – oggi in Premier League con la maglia del Brentford – farebbe fatica a immaginare da dove è partito tutto. Eppure, il nastro della memoria può riavvolgersi fino a un pomeriggio di primavera che profuma di provincia e di calcio autentico.
Era il 28 marzo 2021. Su quel rettangolo verde si incrociavano le ambizioni di una Castellanzese straordinaria, protagonista assoluta di quella magica stagione 2020-2021 che l’avrebbe consacrata nell’élite del calcio dilettantistico, e la compagine del Gozzano. Con la maglia numero 13 dei piemontesi correva un sedicenne con le idee chiarissime e un motore fuori dal comune.
In quel campionato difficile, maschio, verace, fatto di scontri duri e campi difficili, Kayode ha forgiato il carattere. Su quel campo, affrontando la corazzata neroverde di Castellanza, Michael muoveva i primi passi nel calcio dei grandi, lasciando intravedere frammenti di un potenziale che non poteva passare inosservato.
Da quel pomeriggio di Serie D la traiettoria di Kayode ha assunto i contorni della linea retta verticale. Il salto nel settore giovanile della Fiorentina, la consacrazione Primavera culminata con il gol decisivo nella finale Scudetto, l’esordio in Serie A e il successivo e prestigioso sbarco in Inghilterra al Brentford.
Fino alla chiamata di Roberto Mancini e alla notte da predestinato contro la Turchia. Schierato titolare sulla corsia di destra, Kayode ha letteralmente spaccato la partita: prima propiziando il gol del raddoppio firmato da Frattesi con un’iniziativa devastante, poi facendosi trovare pronto nel cuore dell’area per insaccare il pallone del 3-0. Una prestazione totale, fatta di diagonali perfette, sgroppate palla al piede e la sfrontatezza tipica di chi non ha mai dimenticato la gavetta.
La storia di Michael Kayode non è soltanto un racconto di sport, ma un meraviglioso messaggio di speranza per le centinaia di ragazzi che ogni domenica lottano su campi di provincia come quelli della Serie D.
Dal numero 13 del Gozzano a incrociare le lame contro la Castellanzese, fino a esultare con il tricolore sul petto di fronte all’Europa. Il viaggio è di quelli che lasciano il segno.
E per chi, come la Castellanzese, ha incrociato la sua strada agli albori di questa favola, resta l’orgoglio sottile di aver visto passare, da avversario prima e da gigante poi, un pezzo di storia del nostro calcio.
Foto: Andrea Marangon