“Parola d’ordine: umiltà”

Il presidente e primo tifoso neroverde Alberto Affetti parla della sua Castellanzese, predicando calma e concentrazione

Nel momento più alto della prima storica stagione in Serie D per la Castellanzese, il presidente Alberto Affetti ha voluto tracciare il percorso che la squadra di Achille Mazzoleni dovrà seguire per continuare su questa onda lunga di ottimi risultati e raggiungere l’obiettivo primario, ovvero il mantenimento della categoria, senza farsi sopraffare dalla presunzione.

Benvenuto presidente. Se tenessimo conto del solo girone di ritorno, oggi la sua Castellanzese sarebbe prima in classifica. Cosa è cambiato?
A partire dalla partita con il Legnano abbiamo assunto il giusto atteggiamento in campo, doveroso per una squadra che affronta categoria. In più abbiamo ottenuto un ottimo risultato con un squadra di gran livello che fino a quel momento era stata quasi imbattibile, e tutt’ora è al secondo posto. Oggi possiamo dire che la Castellanzese è una squadra di Serie D. E per questo dobbiamo essere soddisfatti dell’andamento del girone di ritorno, sicuramente, ma non abbiamo ancora centrato nessun obiettivo. La strada è molto lunga. 

In tutto ciò quanto è stato importante mister Achille Mazzoleni?
Direi che è stato molto importante, insieme ad una serie di innesti ponderati che abbiamo fatto nel mercato invernale. Mister Mazzoleni conosce molto bene questo campionato, nonché gran parte degli avversari che abbiamo affrontato e che affronteremo: prepara la partita cercando degli antidoti per neutralizzare la squadra avversaria. E soprattutto non si piange mai addosso. Ci ha sempre creduto fin dal primo momento che è arrivato qui, e non sono frasi fatte perchè lo si vede in campo.

Si è parlato spesso della partita con il NibionnOggiono e dell’episodio di mister Mazzoleni che si era fatto molto sentire nello spogliatoio alla fine di quella partita… E’ stato il segnale della svolta?
Ricordo bene quella partita, abbandonai la tribuna molto irritato dagli errori che continuavamo a commettere. Ma quel giorno nonostante avessimo fatto una pessima partita siamo riusciti a portare a casa un punto grazie a quel gol di Gibellini all’ultimo secondo. E’ stato una sorta di segno del destino: ho pensato che se non abbiamo perso quella partita, così complicata, allora qualcosa voleva dire. 

Cosa serve ora alla Castellanzese per raggiungere il traguardo della salvezza?
Sfruttiamo il momento favorevole dettato da una serie di situazioni non casuali. Il rischio è credersi in maniera inconscia appagati e finire per sottovalutare gli impegni che abbiamo di fronte. La classifica si è molto accorciata e in un attimo potremmo essere risucchiati nei playout se non continuiamo a mantenere questo livello di attenzione. Ora che possiamo giocarcela perciò, bisogna continuare ad essere umili.