Juniores Nazionale, a tu per tu con Marinoni e Valerio

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L’intervista ai dirigenti dell’Under 19

Walter Marinoni e Fabio Valerio: due elementi fondamentali della Juniores Nazionale della Castellanzese, i due dirigenti.

WALTER MARINONI

Un’annata speciale che hai potuto vivere dalla panchina…quante emozioni hai provato da dirigente?

“Io faccio il dirigente per puro e semplice piacere; quest’anno questa squadra mi ha dato grandi soddisfazioni e tanti, tantissimi momenti emozionanti. Grazie a questo gruppo fantastico e al suo comandante Matteo per le gioie vissute! Ognuno di noi ricorderà questa stagione splendida”.

Precisione e puntualità sono le tue due caratteristiche fondamentali. Come si lavora da dirigente?

“Come dicevo io faccio il dirigente per piacere, ma ciò non toglie che quando prendo un impegno cerco di portarlo a termine nella miglior maniera possibile. Relativamente alla Juniores è importante fare in modo che i ragazzi si preparino a fare il salto nel mondo dei grandi e in questo senso cerco di renderli più responsabili e pronti”.

Passiamo al gruppo, ragazzi che hanno sempre rispettato ogni ruolo. Cosa pensi di loro?

“Io auguro e sono anche convinto che per molti potrà esserci un futuro con belle soddisfazioni calcistiche! Un grande in bocca al lupo a ognuno di loro.

FABIO VALERIO

Un’annata speciale che hai vissuto prevalentemente in mezzo ai genitori in tribuna…quali emozioni hai provato?

“Diciamo che ho vissuto questa indelebile stagione un po’ dappertutto; scherzi a parte, a mio parere questo gruppo ragazzi/genitori è frutto di un lungo percorso fatto di tanti tasselli che con il tempo è cresciuto di numero e si è consolidato condividendo un po’ tutto. Questo aspetto facilita la coesione e fortifica l’interesse comune nel rispetto dei ragazzi (i veri e soli protagonisti). Ricordiamoci che ogni genitore vorrebbe vedere in campo il proprio figlio ma non sempre è possibile…Nonostante ciò nessun genitore si è risparmiato nel sostenere i ragazzi in campo. Abbiamo tifato, sofferto, gioito, abbiamo condiviso momenti belli e momenti difficili, ma siamo sempre usciti vincenti con il buon senso che contraddistingue questo bellissimo gruppo!”

Esplosività e positività sono le tue due caratteristiche principali. Sono state fondamentali in quest’avventura?

“Credo che in un percorso lungo e difficile come questo, serve attingere ogni risorsa da tutte le persone che compongono la rosa. Non sono “uomo di calcio” e non ho esperienza in merito a schemi o tattiche di gioco; mi sono solo fatto una domanda, ovvero cosa posso fare io per dare una mano ai ragazzi? Da qui ho ascoltato il mio istinto senza preoccuparmi troppo…C’è poi la fortuna che tutti i componenti dello staff mi hanno sempre assecondato e sostenuto, così diventa tutto più facile. Detto questo, il lavoro più difficile, più duro e più importante rimane quello fatto dai ragazzi, in campo e fuori”.

Parlando del gruppo, ragazzi che hanno sempre rispettato ogni ruolo. Cosa pensi di loro?

“Che penso, li adoro a prescindere! Qui vale un po’ il discorso fatto per i genitori; ho passato moltissimo tempo con loro in campo, agli allenamenti, negli spogliatoi (al freddo e al caldo). Ho avuto la fortuna di amalgamarmi e di avere un bellissimo rapporto con tutti, basato sul rispetto reciproco e sulla coerenza; questo aspetto ci aiuta a credere l’uno nell’altro anche quando le cose non vanno, abbiamo sempre avuto un confronto sincero e diretto. La crescita di ognuno è palese sotto molti aspetti formativi: se pensiamo alle partite, i ragazzi non convocati sono sempre venuti a sostenere i compagni (in casa e in trasferta), chapeau! Sono onorato e orgoglioso di aver vissuto e conosciuto questi meravigliosi ragazzi che oltre ad aver raggiunto un risultato sportivo storico per la Castellanzese, hanno regalato a tutti emozioni uniche ed indelebili”.