Roberto Colombo e la Castellanzese: un rapporto d’amore
È una domenica pomeriggio piovosa, il 2 Novembre 2025, a Castellanza. Allo Stadio Provasi va in scena uno dei tanti derby del Girone B: Castellanzese – Varesina.
Siamo al decimo minuto del primo tempo. La Varesina è già avanti 1-0 quando un giocatore rossoblù si invola in contropiede sulla fascia destra. Il numero 9 della Castellanzese lo rincorre con generosità per interrompere l’azione e, appena lo raggiunge, allunga la gamba per spingere il pallone in fallo laterale. Nello stesso istante, il numero 29 della Varesina prova a calciare il pallone e il suo movimento impatta violentemente sulla gamba del centravanti neroverde.
Il cielo è già scuro, ma in quel momento sembrano addensarsi nuvole ancora più nere sul Provasi.
Crack.
Il ginocchio di Roberto Colombo cede. La stagione è finita.
Proverà a tornare. Ci proverà con tutte le sue forze. Ma ogni tentativo si rivelerà inutile. È necessario l’intervento chirurgico. Quella partita e quella domenica verranno poi ricordate per la rimonta e la vittoria firmata dalla doppietta di Mario Chessa. “Uno per Mario, uno per Chessa!” urlerà Leonardo Landoni dai microfoni di NV Channel.
Ma da quel giorno il 7 e il 9 neroverdi, due numeri diventati simbolo della storia recente della Castellanzese, sono costretti, temporaneamente a separarsi.
Fine Luglio 2026. Inizia una nuova stagione.
Il 7 e il 9 si ritrovano finalmente sul rettangolo verde. Le bandiere sono ancora loro. Mario Chessa parte forte e mette a segno 5 gol nelle prime 9 partite. Roberto Colombo, invece, deve procedere con cautela: salta le prime due gare di Coppa, alterna le presenze e colleziona appena 70 minuti in quattro partite, sempre nei finali di gara, per ritrovare ritmo e fiducia.
Domenica 11 Ottobre 2026.
Sono passati 343 giorni, quasi un anno, da quella domenica piovosa di novembre. Sempre al Provasi va in scena un altro derby: Castellanzese – Arconatese.
È una grigia giornata d’autunno. Il primo tempo è bloccato, contratto. Nessuna delle due squadre riesce a prendere il sopravvento. Si va al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa i neroverdi rientrano con un altro atteggiamento. Spingono, costruiscono, ci credono. Ma il risultato non si sblocca.
Poi, quasi al decimo minuto, sul tabellone luminoso compare un numero.
9.
C’è una partita da vincere. C’è una storia da completare.
Entra Roberto Colombo.
Il pubblico si alza in piedi. Dalla tribuna piovono cori e applausi:
“Vai Roby!”
“Vai Colo!”
“Forza Roby!”
Il sogno neroverde torna a vivere.
Il numero 9 entra e punta subito l’area avversaria. Passa vicino al numero 7. Basta uno sguardo, un gesto d’intesa.
Il 7 e il 9 sono di nuovo insieme. Le bandiere tornano a sventolare.
La Castellanzese aumenta il forcing. Il pubblico si accende. Ogni pallone sembra quello giusto. Si prova e si riprova. Cross, tiri, respinte. Ma il gol non arriva.
Fino al momento in cui i numeri decidono di riallinearsi.
Tra il 7 e il 9 compare anche l’8.
Il numero 9 riceve palla al limite dell’area e la scarica su Eros Castelletto, il numero 8, chiedendo il triangolo. Poi attacca lo spazio, taglia la linea difensiva e si infila tra le maglie avversarie. L’8 capisce tutto e gli restituisce il pallone con i tempi perfetti.
Adesso è solo davanti al portiere.
Un controllo.
Un tocco.
Quello di un bomber vero.
La palla scivola sotto l’estremo difensore e si adagia in rete.
GOL.
PARTITA.
INCONTRO.
Il Provasi esplode. È una bolgia. Una delle sue bandiere, uno dei suoi idoli, è tornato davvero.
Roberto Colombo è ancora qui. E nel suo DNA c’è una parola che non ha mai smesso di appartenergli: GOL.
Anche il sole decide di fare capolino tra le nuvole.
La luce è tornata.
Quel pomeriggio piovoso di quasi un anno prima appartiene ormai al passato.
La storia, invece, è di nuovo tutta da scrivere.
Un Tifoso Nero Verde