Amareggiato, ma combattivo

Alberto Affetti parla del momento della sua squadra senza nascondere l’amarezza e la preoccupazione, ma con la voglia di non mollare. Da domenica fino alla fine, voglio undici leoni in campo.

Dopo la sconfitta di Lodi contro il blasonato Fanfulla, il presidente neroverde fotografa la situazione senza cercare alibi o scuse:

“se avessi scommesso prima dell’inizio del campionato quale poteva essere la posizione della Castellanzese dopo 23 giornate, certamente non avrei pensato a quella attuale.

Cercare scuse, alibi o altro, sarebbe un grave errore e soprattutto farebbe perdere di vista l’obiettivo finale, cioè la permanenza in Eccellenza per il prossimo campionato. L’unica certezza sta nei numeri che per il momento evidenziano una squadra che gravita in acque pericolose di bassa classifica, al di sotto delle aspettative societarie.

Sapevo che l’Eccellenza comportava maggiori difficoltà e quindi la rosa avrebbe dovuto essere strutturata per sopportare il tutto e per questo abbiamo cercato di allestire una squadra adeguata all’ottenimento di una comoda salvezza.

Probabilmente qualcosa fino ad ora non ha funzionato e questo, oltre a preoccuparmi, mi amareggia molto, ma al tempo stesso mi stimola a non perdermi di coraggio e continuare a lavorare fino all’ottenimento del risultato finale.

Nessuno si deve permettere di non crederci, anche perché mancano ancora dieci partite prima di far calare il sipario e la Castellanzese deve dimostrare di meritarsi questa categoria vincendo e convincendo, senza se e senza ma.

Pur di non rendere vani i sacrifici fatti in questi anni sono pronto, se mai ce ne fosse bisogno, a fare scelte che in quasi quindici anni di presidenza ho cercato sempre di evitare, ma ora più di prima non posso permettere che questa società faccia un passo indietro. Alla Castellanzese non c’è posto per chi non si rende utile alla causa e da domenica con il Sancolombano, fino alla fine, voglio undici leoni in campo”.